Pubblicato in: La nostra voce

Intervista a Giulia

1) Cos’è L’alternanza scuola lavoro?

Credo che l’alternanza scuola lavoro sia un modo per i giovani studenti  di entrare a far parte, e farsi un’idea, di quello che è il mondo del lavoro.

2) Cosa rappresenta per te?

Per me rappresenta proprio questo. Essendo abituata solamente all’ambito scolastico mi sono fatta un’idea di com’è un altro mondo dove presto dovrò entrare e di quali sono le sostanziali differenze. Cambiano le modalità con cui affrontiamo  le cose in tutte e due gli ambiti, come vieni giudicato e soprattutto il comportamento che hai.

3) Perché in un museo? E quali competenze credi che siano necessarie per lavorare in un museo?

Frequentando il corso turismo, credo sia più appropriato per me partecipare ad un’esperienza in un museo, luogo che è prevalentemente volto al settore in cui studio, dove posso acquisire competenze che mi saranno utili in futuro. Le competenze come la conoscenza delle lingue straniere, saper accogliere le persone, saperci parlare, conoscere argomenti legati alla collezione del museo, e soprattutto saperle spiegare ai diversi pubblici  che lo visitano,  credo siano quelle basilari.

4) Fare quest’esperienza al museo a cosa pensi ti sia servito, sia in ambito personale che scolastico?

È un’esperienza che serve sia al livello personale, acquisendo competenze che prima non avevi, come il trovarsi davanti a clienti, proporre e ideare cose di una serietà maggiore o semplicemente la responsabilità verso altri, come i bambini  durante il campus e, a livello scolastico, incrementando conoscenze linguistiche, di ambito storico artistico e informatiche.

5) Ultimamente ci sono state tante polemiche sull’alternanza scuola lavoro, in particolare per lo sfruttamento del lavoro. Pensi sia vero?

Credo che l’alternanza sia quasi fondamentale per uno studente, prima di gettarsi a capo fitto in un mondo nuovo, credo sia alquanto necessario essere anche un po’ orientati al riguardo. Credo che ci aiuti a capire cosa ci piace e quale ci piacerebbe che fosse il proprio lavoro futuro, ci da un’idea di quello che vogliamo fare, di quali siano i nostri obbiettivi per il futuro e come fare per arrivarci. Non credo sia sfruttamento di lavoro perché è solo un modo diverso di imparare.

6) Dopo questa prima esperienza, pensi di aver cominciato a imparare il lavoro del museo o pensi di aver acquisito delle competenze?

Penso comunque di aver acquisito qualcosa dopo la mia prima esperienza, e incominciato ad imparare, un minimo, cosa vuol dire lavorare. Qualcosa che sembra insignificante ma che comunque lo è, come il semplice sedersi intorno ad un tavolo ed ascoltare le idee e le cose che hanno da dire i “colleghi”, o scrivere una relazione delle cose fatte in precedenza. 

7) Consiglieresti a qualcuno l’esperienza di alternanza al museo?

Consiglio vivamente  un’esperienza di alternanza al museo ad ogni studente. In particolare nel settore in cui studio, turismomo, impariamo (o almeno ci proviamo) a parlare lingue straniere, ad avere conversazioni parlando queste lingue. Studiamo l’arte e lopere di cui ne fanno parte e ci insegnano a saperle descrivere, cosa che ci aiuterà un giorno se volessimo intraprendere il lavoro di guide.

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