Pubblicato in: Esperienze

La prima volta

Questa è la prima volta che scrivo di questa esperienza, prima volta che partecipo a un blog ed era una mia prima volta anche quel 30 maggio del 2016.

Probabilmente per molti è solamente una data ma per me no, non è così. Il primo, reale, incontro di lavoro con le tutor, per un diciassettenne è una svolta. Tensione palpabile mixata a un bel po’ di paura e ad un mare di curiosità. Tutto questo era però sostenibile perché, con i miei 3 compagni di classe, sdrammatizzare le situazioni è quasi un obbligo. Appena abbiamo varcato la soglia del Museo Be-Go, più che timore o paura, sul nostro volto si è solcato un sorriso. Infantili direte voi. Ma sono dell’idea che un velo di infantilità sia servito come nostro biglietto da visita per quelle due tutor che a lungo andare si sono dimostrate come noi: spensierate, capricciose e molto affettuose.

Tornando alla prima volta devo dire che era esattamente come speravo, ovvero una bella chiacchierata, stile “alcolisti anonimi”, dove oltre alla solita generale presentazione noiosa e caratterizzata da un po’ di timidezza, abbiamo fatto il punto della situazione e delle intenzioni.

Sono convinto che la prima impressione in un rapporto sia fondamentale e devo dire che questo lavoro ha rispecchiato perfettamente quella percezione che avevo avuto quel fantastico 30 Maggio ricco di risate e divertimento, forse perché abbiamo lavorato tutti insieme, perché ha fatto sì che si creassero nuove amicizie e perché ci ha arricchito di esperienze. È stata un’esperienza particolare, abbiamo imparato a creare un questionario, somministrarlo al pubblico e redigere una relazione sui risultati registrati, abbiamo affiancato le tutor durante i campus settembrini per bambini (di cui abbiamo curato anche alcune attività) abbiamo assistito ad un laboratorio per persone con Alzheimer e collaborato ad alcune attività didattiche per le scuole elementari, abbiamo imparato ad inventariare i  volumi in vendita al bookshop e alcune tecniche artistiche rinascimentali, sempre mettendoci grande impegno e la massima professionalità possibile.

P.S (per coloro che credono che i giovani d’oggi non abbiano voglia di mettersi in gioco)       L’ obiettivo che quel primo giorno le nostre tutor ci hanno dato era quello di modernizzare e rendere più social l’immagine del museo. Compito arduo da portare a termine per dei diciassettenni, ma tutto sommato se sto scrivendo qui, adesso, un cattivo lavoro non lo abbiamo fatto.

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