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TEEN FOR CULT.

Noi ragazzi che gestiamo questo blog, sabato 10 giugno alle ore 10.30, al Ridotto del Teatro del popolo, esporremo il nostro progetto di alternanza scuola-lavoro.

Parleremo di un tema attuale, un’esperienza ricca e importante ma da molti ritenuta uno spreco di tempo. Abbiamo progettato, curato e organizzato questo evento per:

  • dimostrare che il nostro percorso è stato formativo, costruttivo ma anche divertente e stimolante mettendo a frutto tutte le competenze acquisite
  • spezzare i pregiudizi che riguardano i musei e i giovani
  • promuovere un approccio all’apprendimento basato sul “fare”
  • valorizzare il ruolo che il museo ricopre sul territorio e all’interno della comunità
  • condividere la nostra esperienza
  • restituire ai nostri istituti il lavoro che abbiamo svolto

Abbiamo scelto un approccio teatralizzato e divertente per riuscire a essere efficaci con un pubblico di nostri coetanei. Tra breve vi racconteremo anche come è andata!

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La prima volta

L’alternanza scuola lavoro ha cambiato tutto. Non è la prima volta che abbiamo tirocini o stage, ne abbiamo avuti di brevi periodi o durati più tempo, abbiamo avuto ragazzi e ragazze motivati, alcuni sono rimasti nel nostro cuore…ma l’alternaza per me é diversa. Un’alleanza formativa. Diveniamo vero strumento della scuola, un distaccamento, un luogo altro in cui imparare a trasformare le conoscenze in competenze.

Cambia tutto perché arrivano al Museo Alessio, Cristiano, Giulio e Andrea. Quattro ragazzi, Liceo Scientifico, anni 16. Un progetto ambizioso: comunicare in maniera efficace le attività del museo.

Giulio, è un vulcano di idee anzi, devi trovare il modo di indirizzarle nella giusta maniera alcune volte, ma trascina tutti e non si tira mai indietro. Tu chiedi a Giulio, Giulio lo fa.  Incontri Andrea, pensando che sia uno dei ragazzi più seri del mondo e poi no. Andrea non è solo un ragazzo serio. Andrea apre la bocca solo per due motivi, o per dire la cosa più intelligente della giornata o per fare la battuta del secolo; con lui non ci sono mezze misure.  Conosci Alessio e ti stupisci della sensibilità che può avere un ragazzo di quell’età li…la rarità di un ragazzo empatico, simpatico ed estremamente intelligente. Scopri Cristiano; ci vuole un po’ a capire che in realtà è quello che tra tutti, ascolta di più. Sempre pronto a scherzare, concreti e svegli come lui ce ne è pochi, gli dai un imput, lui costruisce un mondo.

Cambia tutto di nuovo. Arrivano Orsola, Giulia, Elisa. Istituto Turistico, 16 anni.

Elisa è un tornado. Niente la spaventa, il sorriso è la sua arma migliore. La perfetta ragazza da front desk. Entusiasta, chiaccherona, gentile. Orsola. Seria al punto giusto. Tiene in equilibrio tutto il trio. Portata per interagire con i bambini, su di lei puoi contare. Completamente affidabile. Giulia.  Giulia è silenziosa ma i suoi occhi sono ben attenti e scrive bene e quando gli dai un compito, prende e lavora, e lavora bene.

Cambia ancora. Valentina, Alessia, Beatrice.

Questo qui è un team di lavoratrici perfette. Un mix di caratteri e di sensibilità meravigliose. Puoi fargli provare di tutto, hanno quella capacità camaleontica necessaria per stare in un museo. Ragazze responsabili, intelligenti, caratteri forti misti a meravigliose insicurezze. Con loro puoi prenderti il lusso di non monitorarle costantemente perché lavorano con una maturità che a tratti stupisce. Alessia è tosta e ha le idee chiare, Valentina è una perfezionista. Beatrice è silenziosa e timida ma quando si concede il lusso di emergere è una sorpresa fantastica.

Quello che leggerete in questo blog sono i loro racconti, i loro occhi su quello che facciamo. Sinceri e coinvolti, entusiasti si sono lanciati tutti in un’avventura incredibile. Tanto impegno, tanto e costante, tanti WhatsApp per ottimizzare il lavoro, per coordinarsi, per confrontarci, tanti focus group, discussioni, pregiudizi spezzati, legami creati. La consapevolezza di poter regalare loro uno spaccato di mondo in cui la bellezza che ci circonda è nutrimento per i sorrisi, lo stupore, la creatività, il benessere e tanta, tanta voglia di riuscire a farlo.

Difficile essere tutor.

Sperare di far capir loro l’importanza e le molteplici sfaccettature del nostro lavoro e scoprire di avergli insegnato che prendersi cura degli altri è qualcosa che si può fare in tanti modi e in tanti luoghi e, per quanto possa sfuggire a molti, essere un educatore museale è proprio questo.

Bellissimo essere tutor.

Pensare che ormai abbiamo quasi concluso questo meraviglioso percorso insieme mi fa già venire la malinconia. Potrà mai essere di nuovo così? Me lo sono chiesta, ripetutamente,  soprattutto quando i colleghi mi parlavano di ragazzi svogliati, demotivati e spenti; ho continuato a chiedermelo ogni volta che scoprivo nei miei meravigliosi ragazzi una coscienza nuova, una competenza inaspettata. Loro sono stati i primi, saranno sempre le fondamenta di questo progetto, tutto è cominciato con loro. Saremo così fortunate di nuovo?

Poi è arrivato Lorenzo.

La risposta non poteva essere più chiara.

Si.

Pubblicato in: La nostra voce

Intervista a Lorenzo

  • Cos’è l’alternanza scuola lavoro?

L’alternanza scuola lavoro è un percorso didattico che consiste nell’offrire esperienze e competenze spendibili in ambito lavorativo di modo tale da formare un determinato ragazzo (principalmente dai 15 ai 19 anni) e farlo agire in contesti diversi, cioè nel farlo abituare a spaziare da un ambiente scolastico ad uno aziendale. Continua a leggere “Intervista a Lorenzo”

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Conoscere per condividere sui social.Un po’ di dati…

All’ inizio del nostro percorso di alternanza scuola lavoro abbiamo, insieme alle nostre tutor, studiato e valutato le attività che il museo svolge costantemente e abbiamo identificato come possibile criticità quella della comunicazione. Proprio per questo il primo compito che ci è stato affidato è stato quello di analizzare ed elaborare modelli adottabili per diffondere le attività del Museo Be-Go in relazione alle fasce di pubblico.

Per capire  quale mezzo di comunicazione fosse l’ideale da utilizzare abbiamo strutturato, e successivamente sottoposto agli abitanti di Castelfiorentino, un questionario sull’utilizzo dei social network in relazione all’etá. Nel link sottostante è possibile visionare il documento:

Questionario rilevamento uso dei social


Abbiamo sottoposto il questionario ad un numero ristretto di persone, precisamente 51. Di seguito l’analisi dei risultati:

  • Tutti gli intervistati sotto i 45/50 anni utilizzano i social network, dai 50 anni in poi il numero di utenti va a diminuirsi gradualmente.utenti social
  • Facebook è il social network più usato in tutte le fasce di età a parte quella degli under 18 dove Instagram è il favorito. Questo infatti è il secondo più utilizzato nelle altre fasce, mentre Twitter, a cui sono iscritti il 7,8 % degli intervistati aventi un profilo social, si classifica al terzo posto.grafico bego giif
  • Un altra informazione importante che abbiamo raccolto è che solo il 31,5% degli intervistati che utilizzano social network seguono istituzioni museali, la maggior parte di questi appartiene alla fascia di età tra i 30 e i 45 anni.

  •  Due dati molto positivi sono che il 92% degli intervistati conosce il museo BE-GO Benozzo Gozzoli e che la totalità di coloro che sono a conoscenza che il museo abbia pagine sui social lo seguono, principalmente su Facebook.

grafico social.png

Nel link qua sotto la relazione sul questionario nel dettaglio.

Relazione Questionari

Pubblicato in: Il BeGo scriive

La direttrice – BeGo Museo 3.0

Care Alternative, graditi Alternativi,

sono Serena e dal 2009, anno d’inaugurazione del leggendario BeGo, sono la “Direttora”, come mi appellano le fantastiche Alice e Stefania. Loro invece sono per me le colonne portanti del BeGo, siccome, come ben sapete, anche la più bella architettura senza delle buone fondamenta non si reggerebbe in piedi!

Il mio ruolo è di curare gli aspetti conservativi delle opere, tutelarle e valorizzarle. Queste sono le funzioni e la missione specifica di ogni Museo, che deve sì ridefinire e ribadire il ruolo della tutela, ma rafforzato – tenendo conto di una società caratterizzata da rapidi e continui mutamenti – da quello della valorizzazione.

Da qui è nata la nostra necessità d’incontrare le esigenze dei numerosi ‘pubblici’ che affrontano l’esperienza di ‘vivere’ un museo e abbiamo cercato di creare le giuste opportunità affinché la bellezza delle pitture di Benozzo Gozzoli sia percepita esaurientemente, diffondendo cultura, ma anche aspirando a migliorare la qualità della vita.

Negli ultimi anni, in accordo con l’Amministrazione di Castelfiorentino – l’ente proprietario e con la Fondazione Teatro del Popolo, – il soggetto che lo gestisce – abbiamo pensato di lavorare sui temi dell’accessibilità fisica e intellettuale: dalle scuole al pubblico delle famiglie, dalle persone con disabilità sensoriale a quelle con disabilità cognitiva, mettendo l’arte al servizio dei nostri ospiti e facendone strumento per l’inclusione sociale.

Sono convinta che oggi, più di ieri, un Direttore abbia il compito di programmare azioni volte a offrire ai propri ospiti quella piacevolezza che scaturisce dall’acquisizione di nuove conoscenze. Ancora troppo spesso i nostri musei sono immaginati come luoghi cupi e noiosi; un po’ per colpa nostra, perché non siamo capaci di divulgare il sapere, preferendo talvolta fare bella figura con il ristretto pubblico degli “addetti ai lavori”. Per troppo tempo i nostri musei hanno mancato di dinamismo e l’esperienza di visita non è stata vissuta attivamente e in modo piacevole, ma piuttosto abbiamo affaticato il visitatore e lo abbiamo allontanato da ciò che realmente lo avrebbe incuriosito. Questo purtroppo, certe volte, accade anche a scuola, dove la storia dell’arte è focalizzata esclusivamente su aspetti di tipo stilistico, fatti di date e di nomi, dimenticando che l’arte, e la cultura in generale, sono le nostre radici, “volani di crescita. Di una crescita equilibrata: la sola che garantisce coesione, senso di appartenenza alla società, fiducia e rispetto per l’ambiente e per gli altri”, come recentemente ha ricordato anche il nostro presidente Sergio Mattarella.

Alice e Stefania, che insieme a me hanno fatto crescere questo piccolo scrigno, nostro/vostro grande orgoglio, stanno portando avanti insieme a voi, con la consueta bravura e come sempre con tanto entusiasmo, questa nuova sfida. Perché per noi l’Alternanza Scuola-Lavoro è anche una sfida, per ‘avvicinare’ al Museo proprio voi giovani, che com’è noto, rappresentate la fascia maggiormente assente dai contesti museali.

Oggi mi piace dunque definirvi ancora ALTERNATIVI, ma con l’auspicio che tra qualche anno questo spazio possa diventare, grazie a Voi, il blog degli ABITUALI!

Cari Cristiano, Orsola, Alessio, Beatrice, Alessia, Elisa, Giulia, Giulio, Andrea, Valentina, Lorenzo, concludo dopo aver letto i vostri post (con una certa emozione, perché anche i Direttori si commuovono!), che sono propria orgogliosa di Voi e che ho aumentato le mie consapevolezze: siete davvero la nostra risorsa e il nostro futuro, ma soprattutto ho la conferma che progetti come l’Alternanza Scuola-Lavoro necessitano di personale che con professionalità, competenza e passione seguono l’attività, facendo maturare una coscienza e come bene s’intende dai vostri racconti, Alice e Stefania sono state in grado di farlo!

#noncisimprovvisaeducatorimuseali