Pubblicato in: Esperienze

Alternanza inutile? Tutte chiacchere!

cit. “Alternanza scuola-lavoro, medaglia all’inutilità, allo sfruttamento, all’inganno e all’idiozia!”

Questo è il titolo con cui si apre l’articolo del dottor Giuseppe Firinu, docente di scuola superiore (link all’articolo a fondo pagina). Quando ho iniziato a leggerlo ho pensato subito alle assurdità che escono su questo argomento; perciò vorrei poter dir la mia perché mi sento tirato in causa dal momento che, dal maggio 2016, partecipo a questa esperienza.

Io e 3 miei compagni di classe abbiamo deciso di intraprendere l’esperienza dell’Alternanza scuola-lavoro all’interno del Museo Be.Go. (Benozzo Gozzoli, Castelfiorentino, Firenze). Da subito in molti hanno criticato questa scelta, poiché ritenevano che dei ragazzi del liceo scientifico non avessero alcun motivo,  a livello formativo,  per andare ad un museo e quindi venne considerato da tutti solo una perdita di tempo; inutile. Ma, dopo aver incontrato le nostre tutor e dopo alcuni giorni passati all’interno di questo ambiente, siamo riusciti a contraddire tutte le critiche ricevute per la nostra scelta. Questo perché il valore e l’utilità dell’alternanza dipende soprattutto dalle competenze delle tutor stesse, ovvero, dalla loro riuscita nell’insegnarci e nel coinvolgerci in progetti che hanno valori e meriti. E  nonostante il luogo fosse un museo, non abbiamo fatto cose banali, quelle che, erroneamente ci si potrebbe aspettare (ad esempio parlare solo di arte) ma abbiamo invece collaborato in più campi, perché il museo è luogo di incontro di più culture e discipline, dove sono necessarie competenze diverse, e non solo arte, arte, arte come molti pensano.

cit. “Ci sono specifiche scuole professionali che preparano a questo: per diventare elettricisti, idraulici, falegnami e quant’altro, ma non la Scuola, perché il suo compito è quello di dare cultura in senso lato, formare le menti, fornire strumenti critici, rendere gli studenti consapevoli di avere coscienza civica, arricchirli umanamente, anche alfabetizzarli emotivamente, abituarli alla collaborazione, al dialogo, al rapporto sociale”

Per quanto riguarda la prima parte di questo articolo, posso dire che per certi ambiti (elettricisti, idraulici, falegnami ecc..) potrebbe rivelarsi migliore una scuola professionale specifica rispetto ad un periodo limitato di stage, poichè consentirebbe agli studenti di apprendere una maggiore manualità e praticità nel loro probabile futuro lavoro. Invece, per quanto riguarda altre scuole che hanno un obbiettivo più culturale che pratico, ritengo (grazie alla mia personale esperienza) che sia necessario un periodo di tirocinio anche solo per ambientarci con quello che è il mondo del lavoro, ma non solo, queste esperienze sono formative dal punto di vista delle competenze che non sempre la scuola con il suo programma è in grado di garantire. Nonostante  infatti io abbia scelto di intraprendere un liceo scientifico, dopo 4 anni di scuola, non sono ancora riuscito a capire quale potrebbe esssere il mio futuro lavorativo, mentre esperienze come il periodo di alternanza scuola lavoro potrebbero aiutarmi a capire dove orientarmi avendo la possibilità di confrontarmi con ambiti professionali che diversamente non avrei mai conosciuto se fossi rimasto solamente all’interno dell’ambiente scolastico.

Per concludere, volevo solo dire che chi magari pensa che tutto ciò sia solo una perdita di tempo è perché probabilmente non ha mai avuto esperienze del genere, in cui se vuoi ottenere dei meriti e raggiungere degli obbiettivi devi metterci tanto impegno e sapere collaborare, come una squadra, solo così si raggiungono traguardi importanti, solo così un’esperienza può essere unica e utile per il tuo futuro.
Ecco il link all’articolo di Giuseppe Frinu : http://m.orizzontescuola.it/alternanza-scuola-lavoro-medaglia-allinutilita-allo-sfruttamento-allinganno-e-allidiozia-lettera/

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